Tra gli sviluppi più interessanti della Digital Transformation ci sono indubbiamente la realtà aumentata e la realtà virtuale, tematiche apparentemente scollegate dalle attività aziendali.

AR e VR, invece, potrebbero rappresentare ottimi strumenti di supporto per le aziende, in grado di fornire esperienze coinvolgenti e, qualora le attività fossero connesse con sistemi IoT, anche analisi e dati contestualizzati in tempo reale per favorire l’esecuzione di operation automatizzate nel quotidiano. Il tutto in modo sempre più accurato, rapido ed efficace.

All’interno di un’impresa digitale, le potenzialità sono tante: migliorare l’esperienza del dipendente, supportare l’innovazione e trasformare radicalmente il modello di interazione con il cliente. Realtà aumentata e realtà virtuale potrebbero inoltre aiutare le aziende a perfezionare il modo in cui progettano, producono, gestiscono ed assistono le proprie risorse e i propri prodotti.

Condizione necessaria per sfruttare al massimo le tecnologie emergenti prodotte dalla Digital Transformation è quello di responsabilizzare e sensibilizzare il lavoratore verso la concezione di un nuovo modello di business.

Realtà aumentata e realtà virtuale nelle organizzazioni

Con la realtà aumentata, l’utente ha la possibilità di vedere il mondo reale ma con informazioni sovrapposte digitalmente. Infatti, i dispositivi AR vengono configurati in modo che possano riconoscere l’ambiente nel quale sono impiegati: per questo motivo riescono a percepire ciò che il lavoratore sta osservando e a concentrarsi solo sui dati necessari per l’operazione in corso. Questo obiettivo viene realizzato o con una speciale tecnologia chiamata video-see-through (su tablet o smartphone) o con la tecnologia di video ottico (gli smartglass).

Invece, grazie alla realtà virtuale, l’utente è completamente immerso in un mondo virtuale presentato attraverso un dispositivo ottico. I sensori di tracciamento dell’occhio e della testa sincronizzano il display virtuale con il movimento dell’utente. 

Nonostante AR e VR siano spesso citati insieme, quindi, le loro caratteristiche distintive li rendono in realtà strumenti molto diversi tra di loro, utilizzabili a scopi differenti anche nel mondo delle organizzazioni.

La realtà aumentata è adatta per applicazioni sul campo, in produzione, dove le interazioni con il mondo reale e le consapevolezza ambientale apportano un valore importante. La realtà virtuale, invece, è un potente strumento per creare operazioni coinvolgenti e, per questo, si presta bene ad applicazioni come la progettazione di prodotti o simulazioni di processo.

Sebbene le due tecnologie siano relativamente nuove nel mondo aziendale, sono già diversi i casi studio di successo in merito.

Come la realtà aumentata può aiutare la produzione

La guida all’assemblaggio di prodotti è l’applicazione più comune dell’AR in campo industriale. Un dispositivo dotato di tale tecnologia fornisce agli operatori delle istruzioni per l’assemblaggio dei prodotti. Tuttavia, a differenza delle istruzioni di lavoro tradizionali, l'AR sovrappone modelli fisici e digitali per monitorare i progressi, fornire feedback ed incorporare ispezioni automatizzate per il controllo di qualità. Le aziende che decidono di utilizzare questo strumento potrebbero aggiungere un throughput più veloce, ridurre le rilavorazioni e sperimentare meno difetti di produzione.

Procedure di manutenzione con realtà aumentata

Un altro caso d’uso dei dispositivi AR riguarda la possibilità di fornire ai tecnici di manutenzione dei flussi di lavoro dettagliati per completare le loro attività.

Una singola risorsa può richiedere dozzine di diverse procedure di manutenzione che coinvolgono centinaia di componenti e passaggi complessi. Anziché investire risorse per creare questi flussi di lavoro, molte aziende fanno affidamento invece sull’AR per fornire ai propri tecnici un sistema diagnostico degli asset, informazioni sugli ordini, capacità di registrazione ed una piattaforma per contattare esperti per assistenza da remoto.

L'utente AR può condividere il proprio feed video e l'esperto può sovrapporre le proprie annotazioni o offrire all'utente dettagli di progettazione 3D o di fabbricazione/manutenzione per una migliore contestualizzazione.

Allenamento immersivo con realtà virtuale

La realtà virtuale potrebbe non essere adatta durante le fasi di produzione vera e propria ma, comunque, risultare uno strumento di formazione efficace per operatori, tecnici ed ingegneri che lavorano in tali ambiti.

Questa tecnologia può infatti creare un ambiente di “allenamento” virtuale fortemente realistico con dati contestualizzati e proposti in tempo reale. Questo consentirebbe agli operatori di esplorare diversi scenari di produzione in modo tale da poter essere preparati al meglio quando saranno chiamati ad affrontare situazioni concrete nella realtà. In questo senso, la realtà virtuale consentirebbe la creazione pressoché illimitata di scenari di formazione, senza alcun rischio di interruzione delle operazioni.

Questo metodo di allenamento sta guadagnando una grande trazione nelle industrie di processo, dove la competenza richiesta è quella di avere dimestichezza con attrezzature e procedure operative e di manutenzione.

Spesso però è difficile per la nuova generazione di lavoratori acquisire tale praticità, in particolare se si fa riferimento a compiti sofisticati e/o eseguiti raramente. La realtà virtuale offre a questi lavoratori un ambiente di apprendimento ripetibile e a basso stress, in cui sviluppare e padroneggiare queste nuove abilità.

Il futuro delle organizzazioni

I trend in fatto di digitalizzazione hanno fatto sì che le aziende possano oggi usufruire di moltissime nuove opportunità per migliorare i processi decisionali interni ed esterni. Però, nonostante le potenzialità di AR e VR siano ormai ben riconosciute, le organizzazioni si dimostrano ancora riluttanti ad investire in programmi pilota a causa, principalmente, della mancanza di esperienza e competenza nel settore. 

Oggi l’anello mancante, che può essere riscontrato nella maggior delle imprese italiane, riguarda l’incapacità di stabilire un approccio olistico in grado di prendere in considerazione tutti i processi aziendali per giungere ad una nuova soluzione trasformativa.

Indipendentemente da quale tipo di tecnologia si scelga di utilizzare, le organizzazioni che desiderano sfruttare AR e VR dovrebbero sempre considerare quattro fattori chiave:

  • Affidabilità;
  • Sicurezza;
  • Scalabilità;
  • Semplicità di utilizzo.

Per avere successo nel prossimo futuro, le imprese dovranno affrontare una trasformazione importante e diventare sempre più connesse digitalmente. Il modello digitale interattivo supportato da realtà aumentata e realtà virtuale potrebbe svolgere un ruolo chiave, perché riuscirebbe a migliorare sia le prestazioni umane sia i processi aziendali, sostenendo concretamente l’innovazione dell’organizzazione.