Tra i molteplici settori influenzati dall’IoT, insieme a quello della logistica (del quale abbiamo già parlato qui), ce n’è un altro che è tra i più importanti e promettenti per il nostro Paese: il settore primario. Già da tempo si parla di importanti cambiamenti legati in particolar modo all’introduzione dell’Agricoltura di precisione, ovvero ad un approccio orientato all’esecuzione di interventi agronomici specifici, con un’attenzione mirata alle esigenze colturali e alle caratteristiche del suolo. Ora, grazie al pieno sviluppo delle tecnologie digitali, si è arrivati all’Internet of Farming: una realtà ormai consolidata in Italia, destinata a crescere in maniera esponenziale. Il nostro settore agricolo - caratterizzato da una produzione di qualità e di eccellenza - non può che trarre benefici dall’utilizzo di nuovi strumenti e da nuove dinamiche di controllo e di monitoraggio introdotti dall’IoT. Facciamo un passo indietro e, prima di scoprire quali sono queste novità tecnologiche, cerchiamo di capire cosa si intende concretamente per agricoltura 4.0. 

Agricoltura 4.0: che cos’è?

L’agricoltura 4.0 consiste nell’integrazione tra Agricoltura di precisione e Internet of Farming. L’IoT entra nel mondo dell’agricoltura e ottimizza tutto ciò che riguarda la resa e la sostenibilità delle coltivazioni, il controllo delle filiere, la tracciabilità delle linee di produzione, la sicurezza sul lavoro e la qualità finale del prodotto. L’importanza dell’agricoltura 4.0 non va assolutamente sottovalutata: non soltanto per i grandi vantaggi che può apportare alle piccole o alle grandi realtà agricole, ma anche per i numeri impressionanti che sta generando negli ultimi anni. 

Nel 2018, secondo il report dell'Osservatorio Smart Agrifood, il mercato italiano dell'agricoltura 4.0 rappresentava il 5% di quello mondiale e il 18% di quello europeo, con un valore di circa 400 milioni di euro. Ad oggi, il valore è aumentato quasi del 13%, toccando i 450 milioni di euro grazie a 415 soluzioni di agricoltura 4.0 offerte da 160 aziende, tutte italiane. Diventa perciò fondamentale per ogni imprenditore del settore, per tutti quelli interessati ad entrarvi ma anche per tutte le software house che lavorano con industrie del campo, restare aggiornati sui cambiamenti più importanti così da mantenere un certo grado di competitività sul mercato. 

L’evoluzione tecnologica nel settore agricolo

Gli sviluppi più interessanti all’interno del settore riguardano alcuni aspetti focali del controllo e della gestione delle filiere agroalimentari. In prima battuta, va segnalata la capacità di analizzare il fabbisogno idrico delle colture con estrema precisione, riducendo gli sprechi e gestendo al meglio le preziose risorse acquifere. La filiera, inoltre, è tracciabile durante tutti gli step produttivi, garantendo al consumatore la massima trasparenza in fatto di provenienza e qualità ed assicurando all’imprenditore un controllo certosino. Questi aspetti sono chiaramente sinergici: permettendo a livello pratico un monitoraggio capillare delle fasi di crescita, raccolta e distribuzione, si garantisce il mantenimento di uno standard qualitativo elevatissimo. 

L’Internet of Farming coinvolge però anche il momento successivo alla produzione e alla distribuzione, favorendo le aziende anche lato business e lato marketing. L’Osservatorio Blockchain ha censito 82 progetti avviati nel periodo 2016 – 2019 a livello internazionale, calcolando un incremento dell’utilizzo della blockchain pari al 111% nel settore agricolo. Il risultato è un aumento delle possibilità di vendita, facilitazione nel posizionamento del brand e fidelizzazione dell’acquirente, che attraverso la tracciabilità della filiera, acquista maggiore consapevolezza in fase di acquisto.

Le Startup agricole italiane più promettenti 

Per quanto riguarda le startup italiane più interessanti ed innovative nel campo dell’agricoltura 4.0, meritano sicuramente di essere citate Agricolus, BioPic, Cynomys e MyAgry. 

Agricolus parte nel 2010 come progetto di ricerca di un’azienda di sviluppo software, diventando in pochi anni un esempio virtuoso del Made in Italy 4.0. L’obiettivo della compagnia è quello di offrire in cloud informazioni e soluzioni per l’agricoltura di precisione. Grazie alla presenza di vari piani tariffari, tra cui anche uno gratuito, Agricolus è un punto di riferimento per tutte le aziende che vogliono entrare nel mondo dell’Internet of Farming ed evitare di rimanere spiazzati da costi di aggiornamento esorbitanti o, ancora peggio, insormontabili gap formativi. 

BioPic si rivolge invece direttamente al consumatore, offrendo alcune soluzioni smart per la coltivazione fatta in casa, con un target rivolto soprattutto agli abitanti delle grandi città. Attraverso soluzioni salvaspazio, piccole serre ecologiche, kit pronti all’uso e tutta una serie di altri prodotti dedicati, BioPic segue l’obiettivo di trasportare una piccola filiera all’interno delle metropoli, incentivando il consumatore alle scelte più green e di qualità. Una soluzione che da un lato responsabilizza l’utente ad una scelta più consapevole dei prodotti agroalimentari, dall’altro lo coinvolge direttamente nel processo.

Anche MyAgry si rivolge principalmente al consumatore, coinvolgendolo però solo indirettamente all’interno della produzione della filiera. MyAgry è una Web App, con la quale è possibile creare il proprio orto, il proprio vigneto, insomma la propria coltivazione - controllata e di qualità – tranquillamente da remoto. Il vantaggio è chiaramente duplice: far intervenire il consumatore nel processo produttivo, fidelizzandolo e coinvolgendolo il più possibile, lasciando però anche spazio d’intervento all’azienda agricola. Un esempio di agricoltura 4.0 che punta, come già detto in articolo, al rafforzamento del brand e al marketing di qualità. 

Cynomys invece ritorna alla fase iniziale della filiera, occupandosi di monitoraggio e controllo ambientale della stessa. La startup, dopo un brillante crowdfunding, ha trovato subito il suo spazio nel mercato, occupandosi dell’analisi al millimetro dei parametri ambientali degli allevamenti. Attraverso un sistema brevettato, Cynomys registra e analizza in cloud la concentrazione esatta dell’inquinante che interessa le performance del proprio allevamento, garantendo un controllo in tempo reale allo scopo di migliorare i rendimenti ed abbassare i costi di gestione. 

Verso un settore primario più innovativo e sostenibile 

L’IoT sta insomma rivoluzionando il settore primario grazie all’introduzione di tanti strumenti innovativi che permettono una maggiore sostenibilità delle coltivazioni e, in generale, una semplificazione del lavoro intellettuale. Un connubio che diventa un obiettivo imprescindibile tanto per le grandi e le piccole aziende quanto per il singolo consumatore, per l’incredibile trasversalità dei vantaggi ottenibili. D’altro canto, questo significa anche che il mercato agricolo 4.0 si apre inevitabilmente anche a tutti gli imprenditori e alle aziende esterni al settore agroalimentare, desiderosi di offrire ai clienti soluzioni smart tali da incentivarne l’utilizzo. Le startup di cui abbiamo parlato sono solo un esempio delle molteplici potenzialità di business a disposizione. È allora indispensabile aggiornarsi sulle best practice odierne, a seconda delle diverse esigenze della propria impresa. Agricoltura 4.0 vuol dire poter risparmiare sui costi di gestione, attraverso sistemi di monitoraggio in tempo reale dei consumi e degli sprechi, ottimizzare il rendimento grazie alla tracciabilità della filiera e addirittura migliorare il proprio brand con soluzioni di marketing innovative e fidelizzazione dell’utenza. Tutti questi aspetti necessitano chiaramente di uno sforzo iniziale, che sia di mero investimento o di formazione del proprio personale; uno sforzo però che può portare a vantaggi sensibili già nel breve periodo. E che, prevedibilmente, costituirà un trend in crescita sempre maggiore nei prossimi anni.