Il digitale per il gusto del digitale avrebbe vita breve. Diventa valore globale solo quando anche settori per convenzione tradizionali beneficiano dei vantaggi del nuovo paradigma tecnologico: sostenibilità economica e ambientale, elevato tasso di personalizzazione dei servizi, portabilità e rapidità. Gli early adopter - media, marketing e creativi - sperimentano per primi le possibilità di crescita frutto dell'approccio al digitale. Mentre di solito le realtà più refrattarie alle nuove tecnologie - grandi aziende manifatturiere o servizi finanziari, per esempio - si avvicinano solo quando i benefici sono acclarati e il rischio della sperimentazione è minimo rispetto ai vantaggi tangibili.

A questa regola non sfugge l'adozione del cloud. In passato le aziende ricorrevano a investimenti importanti per acquisire server performanti con cui proteggere il proprio tesoretto di dati. Ma The times They are a changin', cantava Bob Dylan: oggi il lavoro è passato da essere "rigorosamente d’ufficio" allo smart working; la proliferazione di software proprietari non interconnessi ha subito una battuta d'arresto dovuta all'ascesa di applicazioni open source con protocolli e base dati condivisi e interoperabili. Gestione del personale flessibile dunque, costi per il software ottimizzati ma, soprattutto, la consapevolezza che intelligenza artificiale e machine learning possono far resuscitare interi gigabyte di dati addormentati nei database aziendali.  Da "doverosa conservazione" del dato, l’analisi dei big data diventa una fondamentale risorsa per studiare il mercato, progettare le strategie aziendali e rinforzare il rapporto con i clienti. Più in generale, accanto al digitale è emerso il valore della connessione: fra persone, fra dati e persone e fra dati omogenei e disomogenei.

Insieme alle Pubbliche Amministrazioni, i servizi produttivi e finanziari costituiscono un'interessante fetta di mercato per software agency e sviluppatori impegnati sul fronte della trasformazione digitale. L'adozione del cloud, in particolare, è una strategia aziendale che può offrire soluzioni agili, reattive, approfondite e personalizzate: il solo modo per essere protagonisti sul mercato, oggi e nel futuro.

Cloud e Serverless computing. Zero sprechi di risorse.

Le tecnologie serverless sono estremamente agili: alleviano gli sviluppatori dal peso di gestire il server a runtime e permettono loro di concentrarsi esclusivamente sullo sviluppo, con ripercussioni positive su tempi e qualità della produzione. Inoltre le applicazioni sviluppate nel mondo serverless usano le risorse cloud solo quando sono effettivamente in esecuzione.

Un modello molto flessibile e appetibile per le aziende, a cui si aggiungono due ulteriori vantaggi: le esonera dal compito di attrezzarsi in proprio con server onerosi sul piano gestionale e finanziario, poiché possono esternalizzare questo aspetto dell’area IT rivolgendosi a provider di servizi cloud; permette loro infine di ottimizzare le risorse verso la realizzazione di applicazioni più performanti e mirate, coerenti con gli obiettivi dell’impresa.  

Container

L’uso del cloud richiede flessibilità ed economia di risorse. Un aiuto valido proviene dalle applicazioni realizzate secondo il modello container: un metodo di virtualizzazione che semplifica sviluppo e deploy delle applicazioni senza il salasso, in termini di risorse, delle classiche Virtual Machine (VM). Seppur spesso accomunate, VM e cointainer differiscono per un aspetto essenziale: mentre nelle Virtual Machine la virtualizzazione riguarda l’intero sistema – macchina, sistema operativo (SO), software – nel secondo i container costituiscono un ambiente isolato a livello di singola applicazione, che comprende esclusivamente il codice sorgente, le librerie e le dipendenze.

Il modello container favorisce la produttività degli sviluppatori perché elimina dipendenze e conflitti basati sull’uso di differenti macchine o SO, semplifica i rilasci in produzione e agevola la distribuzione su diversi sistemi operativi.  

La portabilità delle applicazioni - indipendentemente da configurazioni, SO o hardware - è il più grande vantaggio dei container per i servizi produttivi e finanziari. Significa che la stessa app può girare senza problemi sui computer aziendali, sui portatili dei manager in trasferta o dei collaboratori in smart working. Poiché ciascuno include tutto il pacchetto utile per eseguirlo, l’installazione di eventuali aggiornamenti può avvenire con semplicità, senza configurazioni particolari del server.

Big data, machine learning e intelligenza artificiale

I dati sono diventati l’oracolo con cui le aziende progettano soluzioni più convenienti e strategie innovative per il proprio futuro. La personalizzazione dei servizi offerti è il mantra delle aziende di oggi. Le persone si affidano ai servizi digitali per ottenere esattamente le informazioni che gli calzano a pennello. Dalle applicazioni basilari ai servizi finanziari più sofisticati, tutte devono ricorrere a massicce quantità di dati da incrociare, interpolare, raggruppare e presentare secondo criteri potenzialmente unici per ciascun utente.

Non a caso fra i servizi cloud più popolari ci sono il datawarehousing, la ricerca e l'analisi dei big data. I vecchi server aziendali straripavano di informazioni utili su clienti, consumatori e fornitori che grazie al cloud possono essere analizzati oggi in maniera più approfondita, con spese generali e manutentive ridotte rispetto al passato. Perché solo le miriadi di azioni delle persone possono insegnare agli algoritmi di intelligenza artificiale come gli esseri umani si orientano e prendono decisioni nel mondo.

Cloud e futuro. Cosa ci attende.

Gli investimenti sulle tecnologie Cloud sono inevitabilmente destinati a crescere. Per molte aziende l'accesso al Cloud rappresenta l'entrata nell'ecosistema digitale. Quando smaterializzazione e virtualizzazione cesseranno di essere esclusivamente temi tecnici ma diverranno appetibili obiettivi di business, il Cloud - e la trasformazione digitale - tornerà ad appartenere a professionisti e aziende che hanno davvero a cuore la crescita, aziendale e collettiva. Non è più tempo per "specchietti per allodole" ma per azioni che facciano ripartire l'intero sistema produttivo. Il digitale ne è la benzina.