Tra i settori maggiormente influenzati dallo sviluppo tecnologico e dall’IoT c’è indubbiamente quello industriale che, con una propensione costante per l’innovazione e il cambiamento, sta assistendo ad un impatto positivo sia sull’efficienza che sulla produttività delle aziende. Abbiamo già avuto modo di vedere come l’IoT stia trasformando il settore della logistica, con notevoli miglioramenti nella gestione dei magazzini e del trasporto delle merci. Analogamente, sono numerose le implementazioni che le nuove tecnologie stanno apportando nel settore primario, con un’attenzione particolare al monitoraggio delle diverse fasi di crescita, di raccolta e di distribuzione delle coltivazioni. Il progresso in questi diversi ambiti si ricollega ad un fenomeno tecnologico molto più ampio che si sta diffondendo proprio in questi ultimi anni: l’Industrial IoT, che ha catturato l’attenzione di esperti e di imprenditori per le sue numerose potenzialità. 

Che cos'è l’Industrial IoT?

L’Industrial IoT o IIoT può essere considerata una sottocategoria dell’IoT, applicata appunto al settore industriale. Secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano, si tratta di un avanzamento tecnologico in continua crescita che - nella valutazione globale dell’industria 4.0 - ha registrato nel 2018 un giro d'affari di 3,2 miliardi di euro solo nel nostro Paese. Certo, il 2020 potrebbe segnare una certa flessione a causa della pandemia globale del Covid-19, ma nel complesso è evidente che questo settore stia puntando verso una progressiva evoluzione sia gestionale che produttiva.

L’Industrial IoT si occupa prevalentemente di implementare le recenti tecnologie di rete e di condivisione all’interno delle strutture produttive delle imprese, con l’obiettivo di creare una migliore sinergia tra i diversi reparti e le differenti esigenze di un’industria, così come di migliorare aspetti trasversali quali l’efficienza, la produttività e la sicurezza. Chiaramente, il trend non sostituisce il processo tecnologico legato all’evoluzione dei macchinari e delle catene di montaggio, ma al contrario lo affianca. All’interno, per esempio, della fase produttiva vera e propria di una fabbrica, l’IoT permette l’implementazione di sistemi di sicurezza, di raccoglimento ed analisi di dati e di monitoraggio di macchine ed operai in tempo reale. Il tutto si traduce in una maggiore possibilità di prevenire incidenti, guasti e malfunzionamenti, oltreché in un aumento dell’efficienza globale, grazie all’eliminazione degli sprechi e al miglioramento della produzione. 

L’Industrial IoT consente anche un miglioramento della logistica, un aspetto strettamente collegato, pur se in via indiretta, alla produzione industriale. Un esempio concreto del miglioramente che l’IoT può apportare alla logistica industriale è quello dei Digital Twins, ossia copie digitali dei propri sistemi di stoccaggio e distribuzione i quali, in combinato disposto con analisi e proiezioni statistiche, permettono di individuare i punti di forza e di debolezza della propria catena produttiva, aumentandone l’efficienza e riducendone gli sprechi. 

Il modello delle 5 C

Questo grande coacervo di possibilità può essere, per una più facile comprensione del fenomeno, riassunto nel “modello delle 5 C”. Si tratta di uno standard di adeguamento considerato necessario per chiunque voglia entrare nell’Industrial IoT e trasformare la propria fabbrica in una “fabbrica digitale”. Il concetto di base si fonda sulle 5 C sopra menzionate: connettere, controllare, condividere, customizzare e correggere. Queste attività, connesse tra loro in un cerchio immaginario, rappresentano il fondamento necessario sul quale basare i propri sforzi di digitalizzazione. I vantaggi che l’IoT porta con sé, infatti, non devono far sottovalutare i rischi che si possono correre con una digitalizzazione sregolata e mal implementata. Nel campo industriale poi, dove si ha a che fare con macchinari e asset costosi, delicati e difficilmente sostituibili, non ci può essere spazio per gli errori. 

L’Industrial IoT si basa sul miglioramento delle prestazioni dato dal corretto immagazzinamento di dati, dalla loro analisi e dal costante monitoraggio della propria attività. In tal senso, quindi, il modello delle 5 C acquista maggiore chiarezza, stabilendo una “forma mentis industriale”. Il primo passaggio consiste nell’interconnessione dei propri macchinari e delle proprie linee produttive. Successivamente, questo nucleo di connessioni deve essere costantemente controllato, condiviso ed analizzato, con l’obiettivo di monitorare in maniera capillare la propria attività, intervenendo nella customizzazione dei processi migliorabili o nella correzione di quelli meno performanti. 

La nuova sfida dell’Industrial IoT, con uno sguardo al futuro

Entrare nel mondo dell’Industrial IoT non è impossibile: anzi, è un investimento consigliabile anche all’imprenditore più “tradizionale”. D’altronde secondo Marco Taisch, responsabile scientifico dell’Osservatorio Industria 4.0, dobbiamo considerare l’Industria 4.0 un vero patrimonio per il Paese. Il futuro, insomma, passa per l’Industrial IoT e proprio per questo non si può approcciare il fenomeno con superficialità. L’imprenditore che desidera avvicinarsi al mondo della digitalizzazione deve farlo con cognizione di causa, affidandosi ai consigli delle aziende più esperte e rodate nel settore, investendo in software di confermato valore, tenendo sempre a mente la prioritaria necessità di difendersi anche dalle nuove minacce digitali.

In tal senso, le sfide più interessanti per il mercato dell’Industrial IoT verranno probabilmente dalla formazione di nuovo personale, qualificato nella gestione e nel corretto funzionamento di un “modello 5C”, nonché nell’aggiornamento di tutti gli altri dipendenti ai rinnovati standard di cyber-sicurezza. Accanto allo sforzo intrinseco dei privati, è necessario ovviamente che il Paese promuova degli sforzi costruttivi e degli incentivi concreti per la diffusione della digitalizzazione industriale, in maniera da innescare meccanismi di crescita e aggiornamento virtuosi. 

In conclusione, i numeri in costante aumento, sia dal punto di vista delle aziende satellite collegate alla digitalizzazione, che delle industrie vere e proprie, fanno sperare in un futuro dove l’Industrial IoT possa diventare uno standard e non più soltanto un’eccezione. Nel complesso, è evidente che questo approccio sia già maturo per portare vantaggi organizzativi e produttivi anche alle fabbriche medio-piccole, grazie alle innumerevoli applicazioni pratiche e all’enorme trasversalità di approccio. Allo stesso tempo, però, non va preso sottogamba lo sforzo richiesto per un aggiornamento di questo tipo: uno sforzo che passa dal lato prettamente economico, per arrivare a quello organizzativo e umano. Nel complesso, l’invito è quello di raccogliere la sfida o comunque di rimanere aggiornati e pronti all’adeguamento tecnologico che l’Industrial IoT porta con sé. Un adeguamento che, con l’approccio giusto, riserverà grandi novità per tutti gli operatori industriali.