Il low-code doveva liberarti. Quando ha cominciato a starti stretto?
Il problema non è il low-code. È la rigidità. In Instant Developer i componenti servono per lavorare più veloci e, quando non bastano, la piattaforma ti lascia tutta la libertà: scrivi codice vero, dentro lo stesso progetto.
Posso scrivere codice?
Sì. Il linguaggio è JavaScript: logiche, integrazioni, librerie esterne quando servono. Il codice che scrivi entra nel progetto come gli altri oggetti, e l'IDE lo conosce e lo verifica come tutto il resto.
E quando il progetto cresce?
È il momento in cui il low-code di solito presenta il conto: ogni personalizzazione una lotta, e i confini li decide la piattaforma. Qui il confine non c'è: se serve qualcosa che i componenti non fanno, la scrivi.
Il codice che scrivo io, l'agente lo capisce?
Sì. L'agente lavora sugli oggetti del progetto, e il tuo codice è uno di questi: lo tiene in conto quando propone una modifica, e l'IDE lo verifica come verifica tutto il resto.
Come faccio il debug del codice che scrivo?
Con lo strumento integrato nell'IDE, che mostra il log dell'applicazione e quello del database. In produzione il log lo accendi quando ti serve, senza toccare il server; e se hai compilato con il debug attivo, segui passo passo una sessione mentre è in corso.