Inizia gratis

Instant Developer

Webinar Instant Developer: versioni 26.5, agente di sviluppo, AppAI e roadmap 2027

· Andrea Maioli

Webinar Instant Developer: Essere protagonisti nell'era dell'AI, versioni 26.5 e roadmap 2027

Il 14 ottobre 2025 eravamo al Palacongressi di Riccione per l'Instant Developer Day. Esattamente un anno dopo ci siamo ritrovati online, in più di 200, per fare il punto su dodici mesi in cui l'intelligenza artificiale ha cambiato il nostro mestiere più di qualsiasi altra tecnologia. In questo articolo ripercorro il webinar: le versioni 26.5 di Foundation, Studio e Cloud, l'agente di sviluppo che lavora dentro l'IDE, AppAI in un caso reale e il percorso che abbiamo tracciato per il 2027. In fondo trovi il link alla registrazione completa.

Il titolo del webinar «Essere protagonisti nell'era dell'Intelligenza Artificiale» ha un significato preciso. Ci sono modi di usare l'intelligenza artificiale che minacciano il nostro lavoro e altri che lo rendono più efficace e sicuro. Tutto quello che abbiamo costruito quest'anno va nella seconda direzione.

Le versioni 26.5 sono disponibili dal 15 ottobre: quello che trovi in questo articolo puoi già provarlo sui tuoi progetti.

Instant Developer Studio: un anno di test

Instant Developer Studio è Foundation riscritto con tecnologie nuove, senza i vincoli di Windows e del C++. Quest'anno lo abbiamo messo alla prova insieme a una quarantina di aziende della community, su più di 100 progetti di ogni dimensione, compresi alcuni molto grandi. Volevamo verificare due cose: che il risultato della compilazione fosse identico a quello di Foundation, fin nei dettagli, e che l'IDE fosse ugualmente efficiente e veloce.

Il confronto fra i sorgenti generati da Foundation e da Studio sullo stesso progetto

Dal 15 ottobre 2026 Studio è in Beta per tutti. Che cosa significa, dopo un anno di lavoro? Dipende da come lo usi. Per un progetto nuovo puoi considerarlo un prodotto finito. Se converti un progetto che hai sviluppato con Foundation, può ancora capitare qualche intoppo, perché le configurazioni possibili sono infinite. In quel caso ti aiutiamo noi a risolvere il problema. Un consiglio pratico, emerso anche dalle domande durante il webinar: compila lo stesso progetto in debug con Foundation e con Studio e confronta i sorgenti generati. Se coincidono, puoi andare avanti con Studio.

E da oggi ci sono altri due buoni motivi per passare a Studio ed entrambi riguardano l'intelligenza artificiale: AppAI, per mettere agenti dentro le applicazioni, e l'agente di sviluppo.

L'agente di sviluppo al lavoro dentro Studio

Paolo Giannelli, che gestisce formazione e documentazione, ha mostrato l'agente al lavoro su un progetto che ha sviluppato: il catasto delle forre (i «canyon» che si percorrono con muta e corde). Era un'applicazione che rimandava da anni per mancanza di tempo e con l'agente di Studio ha preso forma.

L'agente funziona con Anthropic o con OpenAI, con le tue credenziali. Non tocca il progetto direttamente ma legge una proiezione testuale che l'IDE tiene aggiornata, fatta di file SQL per il modello dei dati e di Markdown per tutto il resto. Modifica la proiezione, poi un riconciliatore riporta le modifiche nel progetto in un'unica transazione e l'IDE le verifica come farebbe con il codice scritto da te. Se trova errori, l'agente li corregge prima di restituirti il lavoro.

L'agente consulta anche i sorgenti del framework, pertanto sa dire con cognizione di causa che cosa si può o non si può fare. Quando incontra un errore del framework o una lacuna nella documentazione, ti chiede il permesso di aprire un ticket al supporto fra agenti. Al ticket rispondono i nostri agenti AI, che mandano la risposta e correggono il framework o arricchiscono la reference, in modo che la soluzione valga per tutti. Il servizio di supporto agentico è gratuito.

Nella demo, Paolo ha mostrato vari risultati ottenuti con l'agente:

  • lo schema delle tabelle, in un documento del progetto;
  • la login, adattando i ruoli della tabella a quelli del framework;
  • la videata delle forre, con i campi divisi in pagine e una mappa di Google Maps;
  • una stampa con i filtri e il suo Book per il PDF;
  • la prova in autonomia dell'applicazione e il commit delle modifiche.
La videata delle forre costruita dall'agente di sviluppo dentro Studio, con i campi divisi in pagine

Instant Developer Cloud 26.5: i Book e tante altre novità

Su Cloud il ritmo quest'anno è cambiato: 26.1 a maggio, 26.2 a giugno, 26.3 a settembre e ora la 26.5, con le versioni di correzione tra l'una e l'altra. In media un rilascio ogni due settimane. Il lavoro più impegnativo è stato riscrivere buona parte del framework e dell'IDE in JavaScript moderno, e dare all'agente di sviluppo tutti gli strumenti per sviluppare e provare l'applicazione nella stessa sessione.

Con la 26.5 l'agente di sviluppo di Cloud esce dalla Beta ed è parte del prodotto a tutti gli effetti. Dalla stessa versione, oltre che con Anthropic funziona anche con OpenAI, sempre con le tue credenziali. Una sua caratteristica merita una citazione a parte: fra i suoi strumenti non c'è la shell, quindi non può eseguire comandi a piacere sul tuo computer, come invece possono fare gli agenti generici che girano sulla macchina di chi sviluppa.

Una grande novità per Cloud sono i Book, il designer di documenti gestionali già presente in Foundation: stampe in PDF di qualità professionale, esportazioni in Excel e in Word, dove il documento resta modificabile come se l'avessi scritto a mano, e una versione HTML pensata per le mail. Un agente generico può scriverti un programma che genera un Word a partire dai dati, certo. Ma è un programma opaco, di migliaia di righe, usabile per quel solo caso. Con un Book hai un designer che comprendi e che puoi modificare a mano, senza dipendere per forza dall'intelligenza artificiale. La prova del nove che il controllo del codice è ancora tuo.

Un ordine stampato con un Book in Instant Developer Cloud 26.5

Due novità già disponibili dalla 26.3 completano il quadro. La prima è la possibilità di installare più versioni dell'IDE sullo stesso server e scegliere con quale modificare ciascun progetto: il progetto già esistente che richiede una semplice modifica non ti obbligherà più a cambiare versione. La seconda è il passaggio del framework dal modello asincrono basato su yield ad async/await.

AppAI: agenti dentro le applicazioni, e un caso in produzione

AppAI è il framework, condiviso fra Studio e Cloud, che aggiunge alle tue applicazioni agenti di intelligenza artificiale già pronti ad aiutare chi le usa. Si configura e, se serve, si programma. Gli agenti possono usare l'applicazione al posto dell'utente, rispondere a domande sul suo funzionamento o su un archivio di documenti, interrogare il database in linguaggio naturale e mostrare i risultati in grafici creati al momento. Possono anche modificare i dati, sempre passando dai documenti, cioè dalle classi di back-end dietro l'interfaccia: seguono il processo che hai disegnato tu, entro i permessi che hai configurato. Rispondono in chat, ma anche da WhatsApp o Telegram, attraverso un server MCP o in background.

Marco Rosa, consulente e libero professionista, ha raccontato un progetto in produzione da cinque mesi presso un'azienda di servizi. Le esigenze erano tre: ritrovare le circolari e i documenti interni senza cercarli uno per uno, offrire ai colleghi una chat basata sull'intelligenza artificiale senza che i documenti aziendali finissero su servizi pubblici, e accorciare l'analisi dei bilanci che i consulenti preparano per i clienti. La risposta è stata una piattaforma costruita con AppAI dentro il back office già in uso, senza stravolgere il lavoro di nessuno:

  • una ricerca sui documenti che rispetta i gruppi di accesso aziendali;
  • una chat interna, con l'inferenza sui servizi AWS in Europa scelta da Marco per il suo cliente;
  • un agente che legge i bilanci in PDF prodotti dal gestionale e scrive l'analisi, archiviata poi nel sistema documentale, con un costo medio a documento molto basso.
L'architettura del progetto di Marco Rosa: la piattaforma aziendale, AppAI e i servizi AWS in Europa

I numeri a oggi: 150 utenti, 3.500 documenti elaborati, 60.000 messaggi. Il consiglio di Marco per chi comincia? Lavorare a fianco di un esperto del settore del cliente.

Se vuoi vedere cosa si costruisce con AppAI, il punto di partenza è la pagina app con agenti.

La differenza che fa un agente di sviluppo dentro l'IDE

Nella seconda parte ho affrontato la domanda che molti si fanno e ci fanno: se posso costruire un'applicazione con un agente di sviluppo generico, che vantaggio ho a svilupparla con l'agente di Instant Developer?

Durante il webinar ho descritto il percorso che vedo fare a tanti programmatori. Si comincia copiando e incollando i suggerimenti dell'AI, e ci si accorge che è un processo lento. Si passa quindi a dire all'agente «pensaci tu», e di colpo scrive migliaia di righe di codice. Rileggerle costa più che scriverle, allora la revisione la si affida a un'altra AI e in seguito anche i test. Alla fine il programmatore è uscito dal ciclo e coordina il lavoro fra gli agenti, come un passacarte.

Noi abbiamo invece progettato l'agente di sviluppo di Instant Developer per ottenere il risultato opposto. Il DevAgent scrive infatti codice dopo aver letto una reference di centinaia di buone pratiche della piattaforma in cui lavora (Instant Developer Studio o Cloud). Anche a un agente generico si possono dare regole scritte in un file, è vero. Ma restano un consiglio: devono essere brevi e generiche, e quando la sessione si allunga e il contesto viene riassunto, una parte si perde per strada. Per il nostro agente la reference è un vincolo: a fine modifica l'IDE controlla il codice token per token e lo importa nel progetto solo se rispetta le regole, altrimenti l'agente riceve gli errori e li deve correggere. Non può mai ignorarli.

L'agente di sviluppo dentro Instant Developer: la reference, la struttura del progetto, le diagnostiche e il ritorno delle correzioni

Il risultato è il codice che avresti scritto tu, commentato e con i console.log dove servono. Basta un'occhiata per capire cosa ha fatto l'agente, e qualche minuto per una revisione completa. E per la revisione i tempi sono molto più brevi perché il framework è nato per ottenere i comportamenti di un'applicazione con meno codice possibile. Nei nostri benchmark, a parità di prompt, gli agenti di Instant Developer scrivono un settimo del codice degli agenti generici.

La sicurezza delle applicazioni scritte dagli agenti

Leggere il codice dell'agente è metà del controllo. L'altra metà è sapere com'è costruita l'applicazione. Vittoria Marino, sviluppatrice senior di Instant Developer, ha spiegato com'è fatta, di solito, un'applicazione scritta da un agente generico: un insieme di API sul server e un client che gira nel browser. Il browser è un ambiente aperto per natura: con gli strumenti di sviluppo si legge il token di autorizzazione e si chiamano le API saltando l'interfaccia. E spesso le API restituiscono il record intero, lasciando all'interfaccia il compito di nascondere i campi riservati.

Prima degli agenti, backend e frontend venivano sviluppati da due gruppi di lavoro diversi, e chi scriveva le API sapeva di doverle proteggere perché erano pubbliche. Oggi lo stesso agente scrive le une e l'altro nello stesso flusso, e si preoccupa soprattutto che le due parti funzionino insieme. Le applicazioni sviluppate con Instant Developer non espongono API: l'interfaccia vive su Fluid, il virtual DOM remoto che comunica con il server via WebSocket. Dal browser arrivano solo eventi d'interfaccia, come un clic o un campo modificato, e il server li confronta con lo stato reale della schermata. Se ad esempio qualcuno riabilita a mano un pulsante disabilitato, l'operazione viene scartata, senza che il progetto debba prevederlo.

Con Fluid la logica e i dati restano sul server: dal browser arrivano solo eventi d'interfaccia

Matteo Sirri, sviluppatore senior di Instant Developer, ha mostrato quanto è facile il verificarsi del caso contrario. Un'organizzazione con cui collabora usa un'applicazione web, commissionata a un'azienda esterna, in cui ogni anno si aggiornano a mano centinaia di schede. Matteo ha chiesto all'agente di sviluppo se l'applicazione avesse delle API. L'agente le ha trovate leggendo il codice caricato nel browser, ne ha scritto le specifiche e gli ha spiegato come recuperare il token di una sessione aperta. Con quello Matteo si è fatto costruire una schermata che confronta i dati e prepara le decisioni da comunicare. E, anche se ovviamente non l'ha fatto, avrebbe potuto modificare i dati dell'applicazione stessa.

Puoi affidare tutto all'intelligenza artificiale senza sapere se l'applicazione si può pubblicare in sicurezza, oppure usare un agente di cui verifichi facilmente il lavoro. In entrambi i casi, il responsabile del software che sviluppi resti tu.

La roadmap per il 2027

Se il 2026 è stato l'anno degli agenti di sviluppo, il 2027 sarà quello in cui gli agenti si estenderanno all'intero ciclo del software: analisi, sviluppo, distribuzione, gestione delle applicazioni in produzione. Instant Developer Cloud è già una piattaforma che copre tutto il ciclo per applicazioni web, mobile e cloud, e già oggi puoi chiedere all'agente lo stato delle tue applicazioni. Il passo naturale è rendere agentica tutta la piattaforma, con agenti che organizzano il lavoro in base allo stato del sistema.

Ma agentificare la piattaforma per noi avrà un significato diverso rispetto alla direzione che vediamo già prendere in questo mercato. Le piattaforme agentiche che stanno arrivando sono pensate per fare a meno delle persone, e alcune si propongono apertamente di sostituire chi sviluppa software per i clienti finali. Noi immaginiamo invece una piattaforma collaborativa, dove le persone e gli agenti condividono lo stesso spazio di lavoro: noi che costruiamo la piattaforma, le aziende e gli sviluppatori che creano e gestiscono i progetti e i committenti delle applicazioni che partecipano all'analisi, al collaudo e ai riscontri dalla produzione. L'intento è infatti usare l'intelligenza artificiale per potenziare il lavoro, non per sostituirlo.

Da quale progetto cominci?

Se usi Foundation, il primo passo è installare Studio 26.5, aprire un progetto che conosci bene e chiedere all'agente di raccontartelo. Se usi Cloud, aggiorna alla 26.5 e prova i Book su una stampa complessa.

Vuoi approfondire uno o più degli argomenti che ti ho raccontato in questo post? Guarda la registrazione completa del webinar: nella descrizione trovi l'elenco di tutte le sezioni per andare direttamente ai punti che ti interessano di più.