Intervista a Mario Muzzin, Presidente di SoftSystem S.r.l.

La sempre maggiore diffusione delle app, così come l'integrazione governata dall'Internet of Things, porta nuove sfide alle aziende di sviluppo software e le obbliga spesso a rivedere non solo gli strumenti di lavoro, ma anche un certo modo di impostare la programmazione.

È questo, in breve, quello che è capitato a SoftSystem: una software house che ha deciso di rimettersi in gioco, allargando le sue esperienze e il suo know-how per rispondere alla richiesta di un cliente che segue da molti anni. Così, ha esplorato nuovi strumenti – e in particolare Instant Developer Cloud. 

Mario Muzzin, presidente di SoftSystem S.r.l., ci racconta com'è andata in questa intervista. 

Buongiorno Mario e benvenuto. Tu sei di casa ad Instant Developer, ormai. Giusto?

Sì, esatto. In SoftSystem sviluppiamo con le piattaforme Instant Developer, e in particolare con Foundation, da poco più di una decina di anni. Per la precisione abbiamo iniziato nel 2009. 

La SoftSystem invece l'ho fondata nel 1988, quindi posso dire di aver visto moltissime evoluzioni del mercato dello sviluppo software e dell'IT in generale. 

In azienda vi mancava, però, l'esperienza di un confronto con le app, e in particolare con quelle app in grado di dialogare con gli oggetti tramite il sistema IoT Core di Google. Come è nata questa sfida?

È nata per la richiesta di un cliente che è con noi da moltissimi anni, ovvero il marchio Vimac Security, una divisione di Alfa Elettronica Srl.

La Vimac si occupa di impianti di sicurezza e aveva bisogno di un sistema di controllo da remoto dei propri allarmi. Parliamo di un'app che il cliente finale potesse scaricare e utilizzare per gestire gli allarmi di casa o dell'ufficio; alcune delle funzionalità che oggi ha l'app sono la ricezione di notifiche sull'apertura o la chiusura dei varchi, la possibilità di comandare l'impianto da remoto, la gestione da un unico pannello di tutte le apparecchiature di uno stesso proprietario. Ad esempio, se il cliente è un imprenditore, potrà vedere e gestire sia l'impianto di casa che quello della propria ditta sempre dalla stessa applicazione.

La Vimac aveva avuto problemi con un'azienda più esperta in app a cui aveva dato precedentemente l'incarico; così subito dopo ha preferito rivolgersi a noi, anche se sapeva che la nostra specializzazione era su altri tipi di progetti. D'altra parte, siamo loro fornitori da oltre venti anni e c'è uno splendido rapporto di collaborazione.

Per prima cosa, quindi, ci siamo confrontati anche con il team di Instant Developer, per essere sicuri sia degli strumenti a nostra disposizione che dell'assistenza che avrebbero potuto darci in caso di problemi. Dopodiché abbiamo accettato.

Eravamo consapevoli che si trattava di un'occasione di crescita e anche di un progetto pilota, che sarebbe stato seguito poi dallo sviluppo di altre app per le altre divisioni della Alfa Elettronica.

Così siamo partiti per questo progetto così nuovo da tanti punti di vista: il progetto Leonardo.

È qui che si inserisce la decisione di ricorrere a Instant Developer Cloud. Non avete mai pensato che potevate sviluppare l'app anche con Foundation, visto che lo conoscevate perfettamente come strumento?

Sinceramente no. Abbiamo imparato, nel tempo, che ogni ambiente ha una sua logica e forzare gli strumenti non porta a buoni risultati.

In questo caso sapevamo di dover sviluppare un prodotto secondo la logica del “mobile first”; e anche il team di Instant Developer ci ha sempre sensibilizzati su questo punto, ben prima di questo progetto!

Abbiamo scelto quindi di utilizzare un sistema adatto allo scopo, ovvero Instant Developer Cloud, perché ci avrebbe aiutato ad entrare nella logica del sistema.

Quasi tutto è stato sviluppato con Instant Developer Cloud: sia l'app con cui si interfacciano i clienti, sia i database sottostanti al sistema. Solo la parte di provisioning è stata sviluppata con Instant Developer Foundation. È un sistema completamente automatizzato: tramite MES si collega con Google e gestisce le chiavi di sicurezza che rendono possibile il collegamento con le apparecchiature fisiche.

Il software utilizza IoT Core di Google per lo scambio a livello IoT. Come è stato confrontarsi per la prima volta con questo sistema?

Beh, sicuramente è stata un'altra novità che abbiamo dovuto affrontare. 

Devo dire però che non abbiamo avuto particolari difficoltà su questo punto. Anche qui l'assistenza di Instant Developer ci ha aiutato fin dall'inizio, quando dovevamo ancora capirne il funzionamento.

E i prossimi sviluppi ai quali accennavi poco fa?

Tra i tanti prodotti del gruppo Alfa Elettronica ci sono i termostati industriali, e in particolare termostati con temperatura controllata ai fini delle norme HACCP. Anche in questo caso, un'app che consente monitoraggio e controllo dell'impianto risulta molto interessante dal punto di vista del mercato.

Dal lato sviluppo, i database che compongono il backoffice di un simile prodotto sono molto, molto simili a quelli già sviluppati per gli impianti di allarme di Vimac. Si tratta, quindi, di creare una nuova app, ma appoggiandoci a un sistema di database in larghissima parte già pronto. Le economie di scala che si possono fare in termini di tempi di programmazione sono evidenti!

Potenzialmente, poi, potremmo riproporre lo stesso sistema anche con molti altri prodotti e altre app. Questo progetto, infatti, è stato un investimento sia per noi che per Alfa Elettronica, che era ben consapevole di queste potenzialità.

Quant'è stato il tempo di sviluppo del progetto Leonardo? E quale potrebbe essere, invece, il tempo di sviluppo dello stesso progetto (o di un progetto equivalente) considerando le conoscenze e l'esperienza che avete accumulato ad oggi?

Il tempo di sviluppo è stimabile in 110 giorni-uomo. In totale, direi che il progetto si è protratto per circa 5 mesi, tutto compreso: dalla definizione, allo sviluppo, ai tentativi dovuti alla scarsa conoscenza dello strumento, i tempi di approvazione, fino alla pubblicazione delle app sugli store di Google ed Apple. 

Se dovessi rifare un progetto del genere adesso, sicuramente risparmierei oltre il 30% del lavoro:

  • un buon 10% del risparmio verrebbe dal conoscere già Instant Developer Cloud e il sistema IoT Core di Google;
  • durante il progetto Leonardo ci siamo poi trovati a dover sviluppare da zero varie utility di base su Instant Developer Cloud, visto che era la prima volta che ci lavoravamo. Averle già a disposizione consentirebbe un risparmio approssimativo di un altro 10% del tempo di lavoro;
  • un altro 10% (o più) del lavoro verrebbe risparmiato per la presenza di database già impostati, che dovrebbero solo essere riadattati leggermente.

Questi numeri danno maggiormente l'idea del valore di questo investimento, sia per noi che per il cliente.

Quanto vi ha aiutato l’assistenza fornita da Instant Developer? 

Instant Developer ci ha fornito una formazione iniziale su Instant Developer Cloud, una consulenza sull’interfacciamento verso IoT Core di Google e infine l’assistenza tecnica via via che il progetto veniva sviluppato.

L'assistenza è stata continua ed è andata anche oltre quella che è la classica assistenza di programma. In particolare, verso la fine del progetto, c'è stato un momento in cui i tecnici di Instant Developer ci hanno dedicato quotidianamente da una mezz'ora a un'ora circa, per dieci giorni, per aiutarci a risolvere una particolare problematica che non sapevamo come affrontare.

Grazie mille del tuo racconto, Mario. C'è qualcosa che vuoi aggiungere, prima di chiudere?

Mi limito a dire che è stata una bella esperienza “multipla”. Multipla perché c'è stata una buona collaborazione con Instant Developer, con il committente Alfa Elettronica e anche con gli altri soggetti con i quali ci siamo interfacciati. Le difficoltà non sono mancate, ma le abbiamo superate. Non posso che definirlo, quindi, un bel progetto.

Ringraziamo di nuovo Mario Muzzin per averci raccontato il progetto Leonardo. Trovate di più sul caso di studio a questo link.

A presto.

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